Tradizioni popolari

Le Partecipanze

Le Partecipanze

È in riferimento ai lasciti territoriali della potente feudataria Matilde di Canossa che la tradizione colloca lo sviluppo della Partecipanza, istituzione medievale di utilizzo agrario tuttora presente nei Comuni di San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese. Tale forma di proprietà collettiva del suolo derivò dalla concessione in enfiteusi, già a partire dal XII secolo, di vasti appezzamenti di terreno paludoso, boschivo e prativo da parte dell’Abate di Nonantola e del Vescovo di Bologna alle comunità residenti in quei luoghi, cui si aggiunsero contadini appositamente immigrati; attraverso la clausola ad meliorandum (impegno a bonificare e portare a coltura) e la clausola ad incolandum (osservanza della residenza continuativa), venne affrontato il problema del dissodamento e della bonifica di ampi territori.

Intorno al XV-XVI secolo vennero codificate le prime norme tese a riservare l’utilizzo dei terreni alle famiglie originarie, protagoniste dei grandi lavori di sistemazione del suolo agricolo. Il patrimonio fondiario fu quindi ripartito fra tutti gli aventi diritto, cioè fra i discendenti di tali famiglie; mediante estrazione a sorte, venivano e ancor oggi vengono loro assegnati lotti di terreno da coltivare con sorteggio ogni 9 anni.

Per secoli le Partecipanze hanno costituito un importante elemento di coesione e di sostegno finanziario per la popolazione, nonché un incentivo al miglioramento produttivo ed al mantenimento delle campagne.

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