Tradizioni popolari

La vite maritata

La vite maritata

La vite maritata (o piantata) è una tradizionale forma di coltivazione della vite che ha caratterizzato l’economia agricola del nostro territorio fornendo attraverso i secoli vino, legna e frascami per il bestiame, prodotti indispensabili per il sostentamento e lo sviluppo delle comunità contadine.

Risale infatti agli Etruschi l’introduzione della vite domestica nelle regioni centro-settentrionali dell’Italia antica, dove i vigneti furono caratterizzati da una tecnica diversa rispetto a quella greco-italica, con piante a potatura lunga e “sostegno vivo”. Le popolazioni celtiche che dal IV secolo a.C. si insediarono nei territori dell’Etruria padana recepirono e svilupparono le tecniche vinicole, apportandovi anzi importanti innovazioni. Tale forma di coltivazione viticola, attestata anche archeologicamente, fu poi descritta dagli scrittori romani con il nome di arbustum gallicum, costituito dalla vite appoggiata (“maritata”) agli alberi disposti in filari (“piantate”), e decantata per la produzione sovrabbondante di vino che da essa derivava.

Attraverso il Medioevo e l’Età moderna tale forma di coltivazione ha continuato a caratterizzare l’economia agricola ed il paesaggio dei nostri Comuni, che ancora oggi mostrano l’organizzazione del tessuto centuriale di epoca romana in ampie porzioni di territorio e alcuni esemplari di vite maritata sopravvissuti alle mutate tecniche dell’agricoltura moderna.

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